Ci sono aziende che raccontano il design attraverso gli oggetti che producono e altre che, nel tempo, finiscono per raccontare anche il territorio da cui provengono. FASEM appartiene a entrambe le categorie.
Cinquant’anni di attività rappresentano molto più di un anniversario. Sono il risultato di un percorso nel quale cultura del progetto, lavorazione artigianale, ricerca sui materiali e capacità di evolversi hanno continuato a convivere.
Nata e cresciuta in Toscana, FASEM ha costruito la propria identità intorno a uno dei patrimoni più riconoscibili della manifattura italiana: la capacità di trasformare materiali come cuoio, pelle, metallo e legno in oggetti destinati a durare nel tempo.
Una storia che oggi deve essere raccontata non soltanto attraverso il prodotto, ma anche attraverso immagini, contenuti e strumenti digitali capaci di trasmetterne il valore.

Il design come evoluzione dell’artigianato
La Toscana possiede una tradizione manifatturiera nella quale il confine fra lavoro artigiano e cultura del progetto è sempre stato particolarmente sottile.
FASEM nasce all’interno di questo contesto.
Il lavoro sulla pelle e sul cuoio, le cuciture, la conoscenza dei materiali, la lavorazione del metallo e l’attenzione per il dettaglio non sono semplicemente fasi produttive: fanno parte dell’identità dell’oggetto.
Con il tempo, questa esperienza manifatturiera incontra sempre più direttamente il design contemporaneo.
La collaborazione con progettisti italiani e internazionali permette di sviluppare sedute, tavoli e complementi nei quali la ricerca formale non cancella il lavoro manuale, ma lo rende visibile.
È proprio questa relazione tra industria, artigianato e progetto a rendere interessante la storia di FASEM.
L’oggetto finale non nasce infatti soltanto da un disegno, ma dall’incontro fra l’idea del designer e il sapere di chi conosce fisicamente il materiale.
Cinquant’anni senza trasformare il passato in nostalgia
Raccontare una storia lunga mezzo secolo presenta però una difficoltà.
Un’azienda storica può facilmente essere comunicata guardando soprattutto al passato. Fotografie d’archivio, date, modelli storici e designer rappresentano un patrimonio prezioso, ma non possono essere l’unico linguaggio.
La sfida è mostrare la continuità.
Il design creato ieri deve dialogare con gli spazi contemporanei. La cultura artigianale deve essere comprensibile anche attraverso un reel di pochi secondi. Il valore della pelle, di una cucitura realizzata a mano o della curvatura di una struttura deve riuscire a emergere anche dallo schermo di uno smartphone.
È da questa considerazione che nasce il lavoro di comunicazione digitale sviluppato intorno al brand.
Raccontare FASEM attraverso il digitale
Nel progetto di comunicazione seguito da Eclectic Design abbiamo scelto di non trattare i social media come un semplice catalogo di prodotti.
Una sedia fotografata su fondo neutro può mostrarne perfettamente forma e materiali, ma racconta soltanto una parte della sua storia.
Abbiamo quindi costruito un linguaggio visivo più ampio, nel quale il prodotto FASEM entra continuamente in relazione con arte, cinema, architettura, moda e cultura italiana.
Il Rinascimento toscano diventa un riferimento visivo.
Le geometrie della città ideale dialogano con una seduta contemporanea.
Una superficie di cuoio può trasformarsi idealmente nel paesaggio delle colline toscane.
Il marmo di Carrara, la terracotta, il travertino, il vino e le cantine diventano elementi attraverso i quali raccontare non soltanto un prodotto, ma un’origine.
Allo stesso tempo il design entra nella cultura visiva del Novecento: Milano negli anni Settanta, la moda italiana degli anni Ottanta, il cinema, gli interni modernisti, la fotografia e le atmosfere che hanno contribuito alla costruzione dell’immaginario del Made in Italy.
Il risultato non vuole essere una ricostruzione nostalgica.
È piuttosto un modo per inserire ogni oggetto dentro una storia più grande.

Dal prodotto al racconto
Questo approccio permette di alternare diversi livelli di comunicazione.
Ci sono contenuti dedicati alla lavorazione e all’artigianato: una cucitura eseguita a mano, il dettaglio di una pelle, l’incontro tra materiali differenti.
Altri raccontano i designer e i prodotti che hanno segnato la storia dell’azienda.
Altri ancora trasformano sedie e poltrone in protagoniste di scenari immaginari, epoche diverse o riferimenti alla cultura visiva italiana e internazionale.
Una Crop di Ross Lovegrove può entrare in uno scenario cinematografico.
Una S44 di Giancarlo Vegni può dialogare con le prospettive rinascimentali.
Una P90 può attraversare idealmente decenni diversi mantenendo invariata la propria presenza.
Amazzone e T-Bet possono abitare un interno milanese degli anni Settanta.
Il prodotto rimane sempre riconoscibile, ma cambia il contesto nel quale viene osservato.
È un modo per raccontare uno degli aspetti più interessanti del buon design: la capacità di attraversare il tempo.
Made in Tuscany come identità, non come etichetta
Uno degli elementi centrali della comunicazione FASEM è inevitabilmente il rapporto con la Toscana.
“Made in Tuscany” rischierebbe però di diventare una semplice formula se non fosse accompagnato da elementi concreti.
Per questo abbiamo cercato di raccontarlo attraverso materiali, gesti, paesaggi e riferimenti culturali.
Il cuoio rimanda alla tradizione manifatturiera.
Il marmo a Carrara.
Il vino al territorio e al tempo necessario perché qualcosa acquisisca valore.
Il Rinascimento alla cultura della proporzione, dello spazio e della prospettiva.
Non si tratta di affermare continuamente che un prodotto è toscano, ma di costruire un’immagine nella quale quella provenienza diventi percepibile.
Una comunicazione digitale coerente con il prodotto
Per un brand di design la comunicazione digitale deve trovare un equilibrio delicato.
Deve essere contemporanea senza inseguire ogni tendenza.
Deve attirare l’attenzione senza trasformare il prodotto in un pretesto.
Deve utilizzare anche nuovi strumenti visivi e creativi mantenendo riconoscibile l’identità del marchio.
E soprattutto deve essere coerente con ciò che l’azienda produce.
Nel caso di FASEM questo significa lavorare su alcuni concetti ricorrenti: durata, materia, cultura del progetto, Toscana, artigianato e storia del design.
Social media, sito web, newsletter, video, immagini e materiali destinati ad architetti e professionisti diventano così parti dello stesso racconto.
Cinquant’anni come punto di partenza
Un anniversario importante invita naturalmente a guardare indietro.
Ma per un’azienda di design può essere ancora più interessante utilizzarlo per chiedersi cosa resterà attuale nei prossimi anni.
Gli strumenti di comunicazione cambiano rapidamente. Cambiano i social network, i formati, le tecnologie utilizzate per creare immagini e il modo in cui scopriamo un prodotto.
Ciò che cambia molto più lentamente è invece il valore di un oggetto progettato bene, costruito con materiali di qualità e realizzato da persone che conoscono il proprio mestiere.
Forse è proprio questo il punto d’incontro fra cinquant’anni di manifattura e comunicazione digitale.
Gli strumenti cambiano. La storia da raccontare rimane autentica.
